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Marche, il Tar: "Trasporto scolastico dell'alunno disabile, obbligo per il comune"

30/11/2011

Succede in provincia di Pesaro: alla mamma lavoratrice di un'allieva disabile era stato concesso un contributo economico che non risolveva però la sua difficoltà ad accompagnare personalmente la figlia a scuola. Il Tar le dà ragione: "Avviare il servizio".
Invece del servizio di trasporto scolastico con il quale far arrivare a scuola la figlia disabile, il comune le aveva dato un semplice contributo economico, non risolvendo però il suo problema di mamma lavoratrice impossibilitata ad accompagnare la figlia a scuola. Convinta di essersi vista negare un diritto, ha fatto ricorso al Tar, che ora le ha dato ragione, affermando che il Comune non può trincerarsi dietro difficoltà operative e che il servizio deve avere la priorità perché destinato a persone svantaggiate, le cui esigenze si fondano sugli articoli 2 e 3 della Costituzione. Il fatto è accaduto in un piccolo comune della provincia di Pesaro - Urbino ed è stato reso noto dalla Consigliera di parità della Provincia Maria Luisa Carobbio.

Il Tribunale amministrativo regionale ha pronunciato una sentenza per l'annullamento della delibera di giunta con cui il comune aveva previsto il contributo al posto del servizio e lo ha condannato ad attivare il servizio pubblico a domanda individuale. Inoltre il Tar ha fissato la data per la trattazione della domanda risarcitoria. "Una sentenza molto importante - conclude la Carobbio - perché fissa responsabilità istituzionali in ordine all'obbligo delle pubbliche amministrazioni di fornire parità di trattamento nell'accesso alla scuola di studenti disabili, sollevando le famiglie e, nel caso specifico, una mamma lavoratrice e sola, dalla faticosa organizzazione del trasporto".

 

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