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Manovra finanziaria e disabilità

11/07/2011

La Manovra finanziaria del Governo ancora una volta pesantemente colpisce i diritti, risorse e bisogni delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Gravissima, inoltre, è la delega di riforma assistenziale, prevista dalla stessa, che vorrebbe ottenere 17 miliardi di risparmi nel prossimo triennio.
Alcuni punti che la Manovra affronta e che riguardano specificatamente i bisogni delle persone con disabilità:

Lavoro
- Art. 16 - ancora una volta blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione, anche per quelle amministrazioni che sono inadempienti nell'applicazione della legge 68/99;
- Art. 29 – questa articolo tenta di svuotare la legge 68/99 nella sua piena articolazione, delegando alle agenzie di intermediazione il collocamento delle lavoratrici e dei lavoratori con disabilità. Su questo punto, stante le contraddizioni con la legge 68/99 su diversi articoli, seguirà una nota tecnica più articolata, e comunque di questa pseudo liberalizzazione che piuttosto invita ad eludere ed erodere la legge 68 non ne sentivamo la mancanza. Infatti, l’articolo 4 della legge 68/99 prevede già un meccanismo di ricollocamento degli invalidi attraverso riqualificazione professionale e passaggio diretto nell’azienda interessata, così come gli articoli 12 e 12bis prevedono il coinvolgimento delle aziende e cooperative nell’inserimento mirato.

Protesica
- Art. 17 - a partire dal 2013 tetto massimo alla spesa per forniture di protesi, ortesi, ecc., costo che sarà a carico del Servizio sanitario nazionale e limitato al plafond che il Governo stabilisce Regione per Regione, oltre il quale sarà l’ente locale a chiedere il contributo al disabile. In sintesi, le famiglie saranno aggravate di un ulteriore onere economico, poiché dovranno, se le Regioni non avranno risorse, contribuire alle spese di carrozzine, tutori ortopedici, ausili particolari, ecc...

Scuola
- Art. 19 - blocco delle assunzioni per insegnanti di sostegno e personale ATA, (lo stesso numero di organico dell’anno scolastico 2010/2011 nonostante il prevedibile aumento degli alunni disabili).

Modifiche al codice civile
- Art. 38 - con questa norma il Governo, nominalmente, intende ridurre i tempi dei ricorsi (nel 2010 erano 922.95, ricordo a tutti la ben nota campagna contro i falsi invalidi), modificando le norme del Codice civile, viene introdotto l’accertamento tecnico preventivo obbligatorio. Pertanto, il cittadino che intende opporsi ad una decisione non presenta più un ricorso introduttivo per il giudizio, ma presenta al tribunale una istanza di accertamento tecnico per la verifica preventiva delle patologie legittimanti la richiesta. In caso di contenzioso, e di ricorso al Giudice, la successiva sentenza è inappellabile. Ciò significa che contrariamente a tutti i cittadini italiani, il cittadino disabile non può più appellarsi ad una istanza superiore.

Fonte: CGIL, Ufficio Politiche per la disabilità
www.cgil.it
politichedisabilita@cgil.it


 

 

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